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martedì 16 ottobre 2012

IL CIELO


CIELO

 Chi getta semi al vento, (rischia) di far fiorire il cielo.E’ una frase questa, scritta con lo spray, sul parapetto di Ponte Vittorio a Roma. Dal significato piuttosto ambiguo. Potrebbe anche significare “non ottenere alcun effetto pratico”. Cioè essere l’equivalente del “frustare il mare”. (il risultato sarebbe ovvio). Ma torniamo alle cose serie. E cioè alla dicotomia rilevata dal quotidiano “La Stampa” – che la narra come fosse una parabola – tra il mite Walter ed il “tipo con i baffi” denominato Massimo. Che ostacola Walter in tutti i modi. Con la conseguenza che il “mite Walter” distaccatosi dalla colonna cui si era appoggiato, fa rovinare tutto il “tempio”, facendolo precipitare, (novello Sansone) sui suoi avversari, calcinacci compresi . Sinceramente è difficile immaginare “Walter il mite” nelle vesti di un novello Sansone. Anche se, come ritiene l’articolista,  non converrebbe provocare troppo i miti poiché “tremenda” sarebbe l’ira di costoro. Effettivamente potrebbero diventare incredibilmente terribili. Specie se decidessero di frustare l’acqua.

Maskenball

mercoledì 19 settembre 2012

Come si sarebbe voluto che fosse


COME SI SAREBBE VOLUTO CHE FOSSE (Bach, Busoni, Grimaud)

Nel programma -“Almost true” di Rai 2  si è, all’inizio, televisivamente evidenziato che la guerra delle Falkland non fu una vera guerra bensì un’autentica sceneggiata. Cioè in effetti non ebbe luogo. Ma al termine del programma si è chiarito che, in effetti, la guerra delle Falkland effettivamente ebbe luogo. Cioè fu vera guerra. Ma non sempre, nelle vicende storiche e meno storiche del passato (prossimo e remoto), interviene un analogo chiarimento.  E quante di queste vicende sono state descritte nel modo giusto ?. Cioè veritiero ?.  Ma non meravigliamoci troppo. Così vanno le cose (da sempre).
Tanto per rimanere nel “
visionario” il post viene accompagnato da un brano di Bach (Chaconne in D minor) nella riuscita rielaborazione di Busoni e nella appassionata esecuzione al piano di Helene Grimaud.

Maskenball

sabato 18 agosto 2012

EMPATIE (Il lupo ferito)


EMPATIE  (Il lupo ferito)  

 Avvicinatasi, comprese subito che non era un cane. Giaceva ai margini dell’autostrada e sembrava senza vita.. Si accorse che tremava. Aveva una zampa rotta. Era un lupo. Ridotto male. Gli toccò il capo.  La guardò. Ambedue, per un attimo, si guardarono. Qualcosa, dentro di lei, le disse. “ Sono un lupo. Non farmi male”. Lo portò al centro di pronto intervento del canile municipale, ove lei lavorava “free lance”. Dove venne curato. Medicato. Assistito. Dopo circa un mese venne rimesso in libertà. Con l’aggiunta di un collare a radio frequenza. Dopo qualche giorno, al Parco dei cento laghi” si svolse un convegno sul lupus italicus. Qualcuno disse di aver visto un lupo girovagare nei paraggi. (E’ una storia vera. Che ha trovato spazio sulle colonne di Newsweek e de “La Stampa”)

 Bluewind